Eremo di S. Francesco
I Monti Sibillini e Montegallo
Il complesso dei Monti Sibillini è dominato dalla mole
imponente del Monte Vettore che raggiunge i 2478 metri di altezza. Il
comprensorio, esteso su una superficie di circa 65 mila ettari, tra Marche ed
Umbria, è stato riconosciuto Parco Nazionale dal 1989, per la semplice naturale
bellezza dei paesaggi e la natura incontaminata dei luoghi.
I centri abitati, dalle caratteristiche tipicamente
montane, offrono l'immagine di una terra ancora selvaggia che richiamano un
numero sempre crescente di visitatori amanti della natura e ricercatori di
quiete e di pace.
In questo suggestivo ambiente, ricco di fascino, di fede
e luoghi di preghiera, è ubicato Montegallo, paese di antiche origini,
sovrastato dalle imponenti pareti del Monte Vettore, nel cuore stesso dei
Sibillini.
Tra le tante località sparse nel vasto territorio vi è
Corbara, caratteristica borgata attaccata agli imponenti massi di tufo che la
sovrastano, e poco distante, più in alto, l'antico convento dedicato al Santo di
Assisi: l'Eremo di S. Francesco. Il luogo ha visto quasi sempre la presenza di
eremiti e l'ultimo è stato Quintino Sicuro che vi ha dimorato dal 1949 al 1954.
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Veduta eremo dal bosco |
Veduta particolare dell'Eremo |
Piazzale Eremo con il pozzo |
Spogliatosi del saio francescano, partì da Treia e nei
primi giorno del mese di novembre del 1949, avuta la necessaria autorizzazione
del parroco di S. Maria in Lapide don Luigi Ciaffardoni, si stabilì nell'Eremo
realizzando, nella quiete di quel romitorio angusto e cadente, testimone della
presenza di altre generose anime, l'anelito del suo animo.
Dall'Eremo Quintino irradia il suo apostolato nelle città
vicine e quello più intenso di frutti lo esercita nei luoghi aspri e isolati
della montagna, nei tanti piccoli paesi adiacenti all'Eremo.
Nel ritiro dell'Eremo, Quintino non tralascia
l'approfondimento del Vangelo oltre quello delle vite dei Santi, di S. Francesco
in particolare, per imitarne gli esempi nella quotidiana pratica della povertà,
umiltà, carità. Le scritte vergate di suo pugno sulle parete dell'Eremo indicano
il rigido programma di vita e di azione che si era imposto.
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Pellegrini verso l'Eremo |
Scritte murali |
Scritte murali |
Scritte murali |
Scritte murali |
Nella sua imitazione di Cristo, Quintino era giunto alla
donazione di se stesso, rinunciando a tutti i diritti, tranne che a quelli della
povertà e dell'amore.
Nella primavera del 1951 Quintino inizia la
costruzione delle stazioni della Via Crucis sul ripido sentiero che da Corbara
porta all'Eremo, aiutato dalla gente del posto.
Sebbene la sua permanenza a Montegallo sia durata poco
più di quattro anni, ha lasciato un ricordo indelebile nel cuore e nella memoria
di quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo, incontrarlo, parlargli. Tutti
concordano nell'esprimere stima, ammirazione, venerazione. Era l'amico e il
confidente di tutti, il consigliere sollecito e premuroso degli incerti,
l'assistente dei vecchi e dei malati, dei soli, dei lontani.
Quintino non ha mai dimenticato l'esperienza eremitica di
Montegallo e si mantenne sempre in contatto con quelle persone che gli
dimostrarono vera amicizia in Cristo. Da lontano continuava ad essere partecipe
della loro gioia e del loro dolore.
Il legame, mai interrotto, ha avuto una palese
dimostrazione in occasione del sua ordinazione sacerdotale. Il 1° gennaio 1962
don Quintino era all'Eremo di Francesco per la celebrazione della sua Messa
Novella.
Tornò a Montegallo, per l'ultima volta, appena pochi
giorni prima della sua morte, nel dicembre del 1968.
Ora il sentiero che da Corbara porta all'Eremo è percorso
ogni anno da moltissimi suoi "amici" che, sostando in preghiera vicino ad ognuna
delle stazioni della Via Crucis da lui costruite, si recano in pellegrinaggio
sulle "sue orme".
Il luogo è in fase di ristrutturazione per i necessari
interventi migliorativi del posto e delle strutture in esso esistenti, grazie
anche all'interessamento fattivo e laborioso degli amici dell'Associazione di
Montegallo che hanno ottenuto, tra l'altro, che l'Eremo sia inserito negli
itinerari della CEA (centro educativo ambientale) che ogni anno, specialmente in
primavera, richiama folle di studiosi in visita al patrimonio
storico/artistico/naturalistico montegallese.
Gli amici di don Quintino, a perenne ricordo della sua
dimora in questo Eremo, hanno voluto ricordarne la memoria con una lapide in
marmo recante la seguente epigrafe: "Qui visse eremita dal 1949 al 1953 il
Servo di Dio don Quintino Sicuro. Gli amici di Sarsina Melissano Montegallo in
pellegrinaggio a perenne ricordo posero. 28 agosto 1993".
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Lapide apposta nell'interno dell'Eremo |
Celebrazione S. Messa |
Pellegrini durante la S. Messa |
Pellegrini durante la S. Messa |
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Arrivo dei pellegrini in visita all'Eremo |
Salita verso l'Eremo |
Via Crucis lungo il sentiero |
Consegna del quadro con foto di don Quintino |
lapide apposta all'inizio del sentiero che porta all'eremo
26/08/2005 gli amici di don Quintino in pellegrinaggio all'eremo
26/08/2005 S. Messa all'interno dell'eremo