ASSOCIAZIONE “Amici di Don Quintino”
63040 MONTEGALLO (AP)
Parrocchia S.
Maria in Lapide
Origini e
attività di maggior rilievo
1985 – Domenico
Ferretti, storico e scrittore di Fabriano (AN), dopo una visita a Melissano (LE)
e alla casa natale di Don Quintino Sicuro, decide di avviare a Montegallo (AP),
la ricerca di testimonianze e ricordi per fare riscoprire e diffondere la
conoscenza dell’eremita che dal 1949 al 1954 ebbe dimora all’eremo di San
Francesco.
1991 – Il 3
agosto, a Fonditore di Montegallo, viene presentato il volume “Don Quintino –
l’eremita ‘santo’ di Montegallo”, di Domenico Ferretti, alla presenza di
autorità religiose, civili e militari.
Il 28 agosto, un numeroso gruppo di montegallesi partecipa al pellegrinaggio a
Sarsina (FC), per assistere alla cerimonia di chiusura del Processo Diocesano
per la Beatificazione di don Quintino.
1993 –
Il 27 marzo muove i primi passi l’Associazione “Amici di don Quintino” di
Montegallo, con sede nella parrocchia di Santa Maria in Lapide. Ad aprile
iniziano i lavori di restauro delle edicole della Via Crucis che don Quintino
costruì nel 1950 lungo il sentiero che da Corbara conduce all’eremo di S.
Francesco. Iniziano anche i lavori di pulizia del sentiero e dell’eremo stesso,
con la realizzazione e la messa in opera degli infissi. Durante l’estate, si
completa anche la pulizia del pozzo situato nel piazzale dell’eremo, da cui don
Quintino attingeva acqua da bere.
Il 28 agosto, primo incontro delle tre Associazioni “Amici di don Quintino“; il
pellegrinaggio degli Amici di Melissano guidati dal presidente Isaia Ferramosca,
per la prima volta a Montegallo, è l’occasione per celebrare la Via Crucis lungo
l’ascesa per l’eremo e ammirare quei luoghi come mai erano stati visti.
Il 16 dicembre, una larga rappresentanza dell’Associazione, si reca a Roma per
unirsi agli altri Amici, per assistere all’apertura del Processo di
Beatificazione di don Quintino, presso la Santa Sede, tenutasi al Comando
Generale della Guardia di Finanza.
1994 –
Venerdì santo: si inaugura, dopo il restauro delle 14 edicole, la Via Crucis
voluta da don Quintino, celebrata da don Palmerio Taliani, originario di Corbara
e da tantissimi anni missionario in Brasile. Fu don Quintino ad aiutarlo nella
difficile scelta.
Il 16 aprile, con indescrivibile soddisfazione, vengono ospitati gli Amici di
Sarsina guidati dal presidente Massimo Scarani. Tantissimi Amici che invadono
letteralmente Corbara e l’eremo di San Francesco.
Il 27 agosto, pellegrinaggio degli Amici di Melissano all’eremo di San
Francesco; appuntamento ormai consueto che si ripeterà ogni anno, in occasione
della festa di S. Alberico del 29 agosto, all’eremo ricostruito da don Quintino,
sul monte Fumaiolo, e dove il Servo di Dio fissò la sua ultima dimora.
1995 – Il 1° ottobre
viene convocata l’assemblea per l’elezione del nuovo direttivo, che si è tenuta
a Corbara. Numerosi i soci presenti. Le cariche così destinate e rimaste tali
fino ad oggi sono:
Presidente:
GHIGHI Giuliano
Vice Presidente: MICONI Domenico
Segretario: prof. CARASSANESI Giuseppe
Consiglieri: ROSSI Assuntina, ROSSI Vincenzo, ELEUTERI Agnese,
PELLICCIONI Pierluigi
Assistenti spirituali: don Elio NEVIGARI, padre Pietro GUERRIERI.
1997 – L‘Associazione
richiede al Comune di Montegallo l’autorizzazione ad intitolare al Servo di Dio
don Quintino Sicuro, il piazzale antistante la chiesa di Corbara.
1998 – Nel mese
di febbraio, si ottiene il nulla osta per dedicare il piazzale di Corbara a don
Quintino. Il 29 Maggio, un folto gruppo di devoti, guidati dal presidente
Giuliano Ghighi, si reca a Melissano nella ricorrenza della nascita del Servo di
Dio.
Il 28 agosto, presente il vescovo di Ascoli Piceno S.E. Mons. Silvano
Montevecchi che celebra la S. Messa davanti a tante autorità intervenute e ad
una folla numerosa, si intitola a don Quintino Sicuro, finanziere – eremita -
sacerdote, la piazza di Corbara.
1999/2004 -
Vengono promosse importanti iniziative atte a migliorare il percorso che da
Corbara sale all’eremo (paletti con catene di sostegno nei punti più
pericolosi), ed a rendere più pratica e confortevole la permanenza, anche per
pochi attimi, alla sommità del colle (acqua potabile).
L’Associazione, deve tutto ciò all’interessamento e all’aiuto finanziario non
indifferente che l’Amministrazione Comunale dell’epoca ha saputo dedicare ad un
grande Amico: Don Quintino.