
Testimonianza su don Quintino
di M.S.
Nel gennaio 1953 sono stata
invitata, insieme a delle amiche, ad assistere ad una conferenza, tenuta
dall’eremita don Quintino Sicuro. Andai e mi ritrovai davanti un uomo semplice,
scalzo, vestito con un impermeabile largo, logoro e sciupato,, cin i capelli
lunghi legati a formare un codino.
Ricordo poco di quella
conferenza essendo passati tanti anni, sicuramente ci esortava alla preghiera e
alla partecipazione alla vita della Chiesa.
Ricordo però chiaramente un
particolare: alla fine della conferenza, c’era una donna incinta che don
Quintino conosceva, lui la chiamò per nome e la esortò a confessarsi prima che
il bambino nascesse. Un particolare forse insignificante ma che mi fece rendere
conto di quanto sia importante mettere al primo posto Dio in ogni situazione
bella o brutta della vita.
Dopo molti anni ho avuto
l’onore di andare a visitare la sua tomba e la mia impressione iniziale fu la
stessa della prima volta, anche nella morte rimane un uomo semplice, sepolto in
una tomba di pietra, spoglia, senza un fiore e con una vecchia lapide.
Sono stata seduta li vicino
per un po’ e nella preghiera ho pensato che se fossi morta in quell’istante
avrei voluto rimanere li con lui in quel luogo di pace, ma lo ringrazio di
essere ancora viva e di poter pregare per lui da qui.
E’ stato un grande esempio
per tutti noi, da ricco che era si fece povero, lasciando un ottimo posto di
lavoro in finanza per diventare un mendicante che vive di elemosina, merita per
questo un posto tra i santi, il mio augurio è che lo diventi presto.
A tal proposito mi chiedo
come mai la chiesa impiega così tanto tempo a proclamarlo beato o santo? Non
sono sufficienti la fede che ha avuto e le sofferenze che ha patito, una vita di
rinunce e i miracoli che ha già fatto?
A me personalmente ha fatto
una grande grazia proprio lo scorso anno. Mio genero ha dovuto sottoposrsi ad un
delicato intervento al cuore e anche i dottori erano incerti sull’operazione che
era però necessaria.
Io da credente bob potevo che
rivolgermi a Gesù e ai Santi; durante l’intervento ho pregato il Signore che
guidasse le mani dei dottori e ho chiesto l’intercessione di San Pio e di don
Quintino che già tanti malati hanno aiutato.
L’intervento si è concluso
con successo e al risveglio ci ha raccontato che durante l’anestesia aveva visto
proprio S. Pio e don Quintino, pur non essendo minimamente a conoscenza che io
avevo pregato proprio loro.
Io credo che anche grazie a
loro l’intervento sia andato a buon fine, per me è stato un miracolo, ma neanche
questo forse è sufficiente per la santificazione del nostro caro don Quintino.
Spero tanto che la causa di
beatificazione non venga bloccata o vada così a rilento per puri fattori
economici, ma che la chiesa tenga conto che per noi don Quintino è già Santo.
(articolo tratto da “Il
Carrubo” periodico della Parrocchia B.V.M. del Rosario – Melissano – Anno IV –
Numero 3 – Giugno 2011 – pag. 5)